Jack Kerouac
Jack Kerouac
Leader della Beat Generation, scrittore, poeta, pittore
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Jack Kerouac
Ti Jean – ou l’Art du Joual
100 dipinti, disegni e oggetti personali di Jean-Louis (Jack) Kérouac, padre della Beat Generation, inseriti in un ambiente degli anni 1950-60 tra manoscritti, libri in prima edizione o tascabili, scenografie calligrafiche, video musicali, macchine dattilografiche, mobili e foto, non solo di Kerouac, ma di tutta la sua cerchia di amici, scrittori, poeti ed artisti, in particolare un racconto fotografico e filmico sulla Beat Generation con immagini dei fotografi Mario Dondero, Romano Martinis e Dario Bellini (docu-film).
Mostra a cura di: Arminio Sciolli, Paolo Sciolli, Jean Olaniszyn.
Catalogo: Works of Art by Jack Kerouac, Edizioni ELR/LDV, Locarno.
Sarà presentato in facsimile il primo testo del famoso romanzo On the Road , redatto nel gennaio-marzo 1951 in dialetto franco-canadese (Joual): “Sur la Route”, Edizioni ELR/LDV, Locarno.
Centro culturale Il Rivellino LDV, via al Castello 1, CH-6600 Locarno
Dal 7 al 17 agosto 2013, in concomitanza con la rassegna del Film Festival di Locarno
Inaugurazione: 6 agosto 2013, ore 19.00.
La più grande mostra mai allestita di opere pittoriche di Jack Kerouac, presentata al Centro culturale Il Rivellino LDV di Locarno
Sin dalla sua nascita il Rivellino è stato marcato dall’eliminazione delle barriere tra le diverse discipline artistiche. La mostra inaugurale, in agosto del 2009, del regista teatrale Robert Wilson esibiva quale opera centrale il maxivideo “Winnie”, una libera interpretazione di Giorni Felici di Beckett che aprirà la strada alla maggiore mostra letteraria del fotografo Mario Dondero nel 2011. Nel 2010 viene ospitato l’Archivio degli Amici del Museo Hermann Hesse, già preceduto dall’Archivio fotografico Ivan Bianchi (1811-1893) pioniere della fotografia in Russia. Questo doppio ambito, ovvero di rifugio per intere collezioni senza fissa dimora, e la messa in valore dell’interdisciplinarità artistica, si è convertito oggi nel vero vettore d’attrazione per lasciti letterari, artistici e video-fotografici internazionali al Rivellino. Questa volta è stato il turno del prestigioso lascito Jack Kerouac, costituito da un centinaio di dipinti e disegni, affidato dalla comunione ereditaria dell’autore a Lowell. In realtà, la Svizzera gode di una migliore immagine nel mondo di quella che i suoi abitanti si raffigurano e credo che il Ticino, qualora sia realmente intenzionato a giocare un ruolo chiave (pensando al LAC) nella promozione culturale, debba favorire le condizioni quadro per l’accoglienza e la pubblicizzazione di questi patrimoni in cerca di guardiani, e che spesso pericolano di finire nell’oblio.
La mostra dedicata a Jack Kerouac esibirà per la prima volta (salvo 4 quadri già esposti al Whitney Museum di New York e al Whistler Museum di Lowell) un terzo della produzione pittorica dello scrittore franco-americano. Le opere, realizzate negli anni Cinquanta, sono per la maggior parte firmate “Jean-Louis Kérouac”, in francese e con l’accento. Visto il forte interesse per le radici francofoni del padre della Beat Generation, gli eredi legali hanno autorizzato la pubblicazione in facsimile della prima versione di “On the road” in joual, il patois francese del Canada ed unica lingua parlata da Kerouac fino all’età di sei anni. Il Centro culturale Il Rivellino LDV, congiuntamente alle edizioni ELR che curano la pubblicazione, si sente estremamente orgoglioso di dare alla luce questa prima edizione assoluta.
Il nome di Jack Kerouac è rimasto fortemente legato al cinema grazie al film “Pull my daisy”, diretto dal suo grande amico svizzero Robert Frank, per il quale aveva scritto l’introduzione a “The Americans”, considerato dalla critica il photo-book più influente del XX secolo. Tra i disegni che verranno esposti appare quello in cui Kerouac scrisse il nome ed il numero di telefono di Frank la sera che si conobbero all’uscita di un club di jazz nel 1957, appena pubblicato “On the Road”. Durante il Film Festival di Locarno, il Rivellino proietterà il mediometraggio, un capolavoro protetto dalla Biblioteca del Congresso americano, e per il quale Kerouac aveva scritto la sceneggiatura e dato la voce. La comunione ereditaria ha anche prestato il contratto per la cessione dei diritti d’autore che Kerouac annotò negandosi di sottoscriverlo.
Jack Kerouac rivoluzionò (la parentesi faulkneriana ebbe maggiore impatto in Europa) la letteratura americana introducendo il monologo interiore, lo stile spontaneo ed ellittico , eliminando la puntuazione: in breve, scrivendo nella lingua parlata, il vernacolare. Era un velocissimo dattilografo (scrisse a macchina per Burroughs “Naked Lunch”, suggerendone anche il titolo) e gli venne l’idea di preparare un rullo di carta lungo 30 metri (“the scroll”). Si chiuse quindi per tre settimane nel suo appartamento a NYC (secondo taluni, in stato alterato) scrivendo con una Underwood portatile, tutto d’un botto e senza dover ricaricare la carta, “On the road”. Aggiunto alle altre tecniche di scrittura modernista ed ai contenuti disinibiti (consumo di alcol e droghe, sesso libero, omosessualità, vita spericolata) l’effetto “flusso di coscienza” garantì il successo al romanzo definitivo. Anche se già inventato tra le due guerre da Proust, Joyce e Céline, lo “stream of consciousness” invaderà gli altri campi dell’arte, in particolare la fotografia e la filmografia di Robert Frank.
La maggior rivoluzione provocata da Kerouac avviene però sullo stile di vita, influenzando prima i Beats (John Lennon nomina i Beatles dopo la lettura di Kerouac), i cosiddetti hipsters, poi gli hippies: il forte senso di libertà viaggiando senza meta (autostop), il sesso casuale, così come il modo di vestire da routier (jeans, scarpette da tennis, zaino), il consumo di droghe ed alcol, il continuo ascolto di musica improvvisata ad alto volume (allora il beep bop jazz), capelli lunghi -abitudini oggi normalizzate- generarono la maggior trasformazione nella moda mai avvenuta: è la “rucksack revolution”. Ed è per questo motivo che i curatori della mostra al Rivellino hanno insistito nel voler esporre oggetti personali dell’autore, in particolare i suoi vestiti, ma anche i suoi oggetti di culto religioso, per rammentare la profonda spiritualità di chi riscrisse la vita di Siddhartha sotto il titolo “Wake up”.
Ivan Bianchi Archive
Ivan Bianchi Archive
In attesa che si concretizzi il progetto per il museo dedicato al fotografo ticinese pioniere della fotografia in Russia, ideato dall’artista-editore Jean Olaniszyn, l’Archivio Ivan Bianchi trova sede in uno spazio del Centro culturale Il Rivellino messo a disposizione dai proprietari Arminio e Paolo Sciolli.
Oltre a valorizzare l’archivio con mostre e conferenze, si prevede di organizzare dei convegni sulla storia della fotografia, con la partecipazione di importanti fotografi e personaggi della cultura internazionale.
L’attività dell’Archivio Ivan Bianchi nel complesso storico del Rivellinoè iniziata il 27.2.2010 con la piccola, ma significativa mostra:
L’opera dell’architetto Auguste de Montferrand (1786-1858) a San Pietroburgo, nelle immagini del fotografo ticinese Ivan Bianchi (1811-1893).
Nella mostra, oltre alle fotografie conservate nell’Archivio Ivan Bianchi, sono presentati anche dei documenti provenienti dagli Archivi pietroburghesi (Museo Statale Russo di San Pietroburgo, Museo Statale Militare Navale di San Pietroburgo), e un disegno inedito di Auguste de Montferrand raffigurante degli studi di Angeli per delle sculture nella Basilica di Sant’Isacco a San Pietroburgo.
Progetti futuri:
La fotografia, da Leonardo da Vinci che nel 1515 immaginò la camera oscura, premessa per la macchina fotografica, a Ivan Bianchi, un ticinese pioniere della fotografia in Russia.
La storia della fotografia in Russia. Con Elena Barchatova direttrice del Gabinetto delle stampe e delle fotografie della Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo.
Breve biografia di Ivan Bianchi
Ivan/Jean/Giovanni Bianchi (Varese 1811-Lugano 1893), pioniere della fotografia in Russia.
Giovanni Bianchi arriva a Mosca nel 1821 all’età di dieci anni, proveniente dal Canton Ticino, assieme a suo zio Angelo Artari (noto pittore ornamentale), fratello della mamma Teresa Artari. A Mosca, Giovanni Bianchi studia all’Istituto di Pittura e Scultura. Nel 1839 lascia la Russia per studiare all’estero. Da quel momento si perdono le sue tracce. Lo si ritrova di passaggio a Mosca nel 1846. Dalle recenti indagini in vari archivi sappiamo che Giovanni Bianchi si era recato a Parigi dove aveva scoperto l’arte della fotografia. Nel 1852 Bianchi è a Parigi. Nello stesso anno torna in Russia, a San Pietroburgo, dopo un breve passaggio a Mosca nel 1846. Dalle recenti indagini in vari archivi sappiamo che Giovanni Bianchi si era recato a Parigi dove aveva scoperto l’arte della fotografia. Nel 1852 Bianchi è a Parigi. Nello stesso anno torna in Russia, a San Pietroburgo, dopo un breve passaggio a Mosca. Il fotografo Bianchi ha immortalato un periodo di grande fermento nella città sulla Neva. Ha fotografato piazze, canali, ponti, palazzi e chiese, con i loro interni, complessi monastici, ospedali, monumenti commemorativi e monumenti sepolcrali nei cimiteri storici. È stato anche nelle residenze imperiali estive: Carskoe Selo, Peterhof, Pavlosk. Bianchi era il fotografo di fiducia di grandi personaggi che hanno fatto la storia di San Pietroburgo, appartenenti alla nobiltà di Corte, all’alta finanza, alle alte cariche politiche. Per queste classi sociali Bianchi ha fotografato gli interni, documentando gli stili dell’arredamento dell’epoca. Il fotografo Bianchi aveva anche il suo studio per ritratti. Non solo i personaggi importanti di San Pietroburgo ricorrevano al suo “cabinet”, ma anche gli emigranti che si facevano “fare il ritratto” da spedire ai parenti in patria. Dal 1852 al 1884, anno del suo rientro a Lugano, Ivan/Jean/Giovanni Bianchi, ha segnato trent’anni della storia della fotografia in Russia.
Testo tratto dalla conferenza di A. Mario Redaelli in occasione della presentazione dell’Album Giovanni Bianchi. Fotografie di San Pietroburgo della seconda metà del XIX Pietroburgo della seconda metà del XIX secolo, 1860-1882, all’Accademia Russa di Belle Arti di San Pietroburgo, 15 novembre 2007.
L’Archivio Ivan Bianchi
L’Archivio curato e diretto da Jean Olaniszyn si avvale attualmente della collaborazione di A. Mario Redaelli; Pia Todorović Redaelli; Ekaterina Anisimova, assistente scientifica all’Archivio Statale Russo di San Pietroburgo; Antonio Ria; Giuseppe Curonici; oltre alla consulenza di Elena Barchatova, direttrice del Gabinetto delle stampe e delle fotografie della Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo; Julija B. Demidenko, direttrice scientifica del Museo Statale della Storia di San Pietroburgo; Valerija G. Chol’cova, biografa in capo della Biblioteca dell’Accademia Russa di San Pietroburgo, Aleksandr Kitaev, fotografo di San Pietroburgo.
Archivio Ivan Bianchi
Il Rivellino art gallery
Via al Castello 1, CH-6600 Locarno
Anthony Chrétien
Anthony Chrétien
He lived in several countries including Denmark, Belgium, Italy and is currently living and working in Switzerland.
Foto © Klaus Sommer
Pascal Murer
Pascal Murer
“Sul mio percorso lascio tracce di origini e di visioni, potremmo chiamarlo respiro.” (Pascal Murer)
La natura è per Pascal Murer al contempo fondamento e agente propulsore. All’origine di ogni suo processo creativo vi è il disegno. La sua trasformazione e resa fisica in materiali quali il legno e il bronzo dà origine, grazie a una grande manualità unita al desiderio di essenza e di trascendenza, a una sintesi metamorfica di tradizione e avanguardia.
Luca Congedo
Luca Congedo
Cymbalom studied at the Conservatoire National de Strasbourg with Professor L. Gaggero.
The important meeting and collaboration with the composer Karlheinz Stockhausen, the approaches to the study of the composition applied to the percussion and electronics, specializing in multi-Set.
Of continuous research and collaboration with artists, architects and engineers develops and implements new tools called Perscultronìc percussion, creating music for performances, installations and images.
He is the founder of STUDIO U, within the experimental research on art, and SWISS PERCUSSION SCOOL both sites in Lugano.
Winner of international awards and scholarships such as “Stipendienpreise Darmstadt”, “Stockhausen preise.
He tours as a percussionist and composer-performer for different festivals, theater, television and the radio numerous tours in Brazil, Russia, Romania, Turkey, Germany, Switzerland, Italy, Ukraine, Indonesia.
He collaborated with composers such as K.Stockhausen, S. Reich, S. Bussotti, T. Hosokawa, M. Jarrel, A. Curran.
Midi Electronic Percussion and currently teaches at the Conservatorio della Svizzera Italiana.
Stephan Spicher
Stephan Spicher
- 1950 Born in Basel, Switzerland
- 1969 Art Academy Basel and student of the italian painter B. Assenza Analyzing Goethes colour concept
- 1980 Stay in New York
- 1982 Berlin, first black and white works, Ash paintings, large scale works Moves to Maggia, Wall of Ashes series
- 1986 First travel to Asia: Japan and Taiwan
- 1987 Breakup of picture panels into disconnected several-part works Chromatography
- 1991 First travel tu Russia
- 1992 Christoph Merian Foundation studio in Bali
- 1993 Travel to Latin America Space and Counterspace series
- 1996 First works on zinc, colour and non colour, line and emptiness Zinc panels and architecture, Eternal Line
- 1998 Stay in Bali
- 2000 Eternal line on aluminum , Cultural anthropologic projects with Indonesia
- 2003 Transforming the line into plant energy
- 2005 Blossom Series on aluminum and paper Blossom – the concept of invisible energy of growing
Lives and works in Basel and Maggia
Oksana Mas
Oksana Mas
In 1986 she graduated Ilyichevsk’s school of arts and then M.B. Grekov Odessa State Art School in 1992. Working as an artist, in 2003 she took her degree of the bachelor of philosophy at the Odessa State University named after Mechnikov I.I. Nowadays lives and works in Odessa, Ukraine.
Solo Exhibitions (selected):
2010
Helium-3, Aidan Gallery, Moscow
Casamor’s Foundation, the Museo Dali and in the Rambla de Figueras,
Figueras, Spain
Spheres of Good and Spiritual Reneissance, Kiyv-Pechersk Lavra, Kiyv
Helium-3, Art Center, Odessa
Ukrainian Contemporary Art in NY, by Mironova Gallery, New YorK
2009
When Stars Align, Zorya Fine Art, New York
2008
Unique Sides of Routine, Mimesis Gallery, Geneve
MAS.Moscow Museum of Modern Art, Russia
2007
Hired to Dream. Aidan Gallery, Moscow, Russia.
2006
Point of assemblage. T.Ladyzhinskaya Gallery.Odessa, Ukraine
Infanta. Da Vinci Gallery, Kiev, Ukraine
Jaguar’s valve. Arena “City”. Kiev, Ukraine
2005
Epidermis’s phenomenon. “Karas” Gallery
2004
Oksana Mas. Paintings. Aidan Gallery. Moscow, Russia
Black/white reverse. IRIS Gallery. Barcelona, Spain
2003
Oksana Mas. Museum of Western-Eastern art. Ukraine
Everyday originality. Exhibition hall of Ministry of Foreign Affairs of Ukraine. Kiev, Ukraine
Oksana Mas. Center of Contemporary art “Soviart”. Kiev, Ukraine
2002
365. Central Exhibition Morvokzal’s (port) complex. Odessa, Ukraine
2001 Oksana Mas. Korolenko State Art Museum. Odessa, Ukraine
1997 Oksana Mas. Art Gallery Valkenburg, Netherlands
Oksana Mas. M-Gallery. Prague, Czechia
Oksana Mas. Museum of Fine Arts. Ilyichevsk, Ukraine
1995 Oksana Mas. Museum of Fine Arts, Ilyichevsk, Ukraine
Oksana Mas. Central Exhibition Hall of Ukraine Artists’ Union. Kiev, Ukraine
Oksana Mas. Exhibition Hall of UNO representatives in Ukraine, Kiev, Ukraine
Group Exhibitions (selected):
2010
Oct – 2011 Jan The Glory of Ukraine. Meridian International Center,
Washington, DC
2010
Art Moscow 2010 by Aidan Gallery, Moscow; Barbarian Art Gallery,
Zurich; Mironova Gallery, Kiev
2010
Art Chicago, exhibited by Mironova Gallery
Art by Geneve
The Armory Show, NY
2009
Art Dubai
The Armory Show NY
2007
Movement. Evolution. Art. The Cultural Foundation «Ekaterina». Moscow, Russia XV Group exhibition of gallery’s artists. Aidan Gallery. Moscow, Russia Gulf Art Fair. Dubai, UAE
2006
Modus R. Design district Art Basel Miami. Miami, USA
Moscow World Fine Art Fair. Manege. Moscow, Russia
Group show of Aidan Gallery’s artists. Aidan Gallery. Moscow, Russia
2005 Group show of Aidan Gallery’s artists. Aidan Gallery. Moscow, Russia
2000 Biennale «Marine-2000». Marine gallery. Odessa, Ukraine
Fund of Russian Artists. Paris, France
1999
Golden-Art-Gallery. Koln, Germany
1998
Biennale «Marine-1998». Marine Gallery. Odessa, Ukraine
Hall Gallery. Amsterdam, Netherlands
1997
Municipal Exhibition Hall. Maastricht, Netherlands
1996
French Cultural Center. Kiev, Ukraine
PERSONAL WEBSITE:
Robert Wilson
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